Volpe Argentata è un bel nome per uno yacht, richiama subito qualcosa di bello, elegante e rapido. Silver Fox ha fatto la sua prima apparizione al Salone di Cannes e dopo la consegna all’armatore, è stata presentata al Miami Yacht Show: un’iniziativa presa dal cantiere Baglietto per testimoniare la volontà di rilancio in Nord America.

Un mercato che ha sempre apprezzato la massiccia dose di Made in Italy, presente in ogni costruzione del cantiere spezzino. Silver Fox è una nave dalla serie T Line, dove la lettera T sta per tradizionale. Le altre linee proposte dal cantiere sono la V-line che ha una prua verticale, la Fast – line che identifica le barche plananti, la Explorer – line e la MV – line per i tender lunghi 13 e 19 metri.

Le navi T-line sono facilmente riconoscibili per la prua slanciata con il bulbo immerso, linee di carena morbide e sinuose che appartengono alla tradizione Baglietto. La carena dislocante consente di lavorare con volumi importanti, che si traducono in un layout interno e aree esterne, caratterizzate da un’estrema vivibilità, come dimostrano i numeri.

Silver Fox può infatti contare, al suo interno, su 350 mq di aree abitabili con gli esterni che si articolano in spazi unici – come il ponte sole che si sviluppa su una superficie di ben 140 mq – tutti dedicati alla convivialità: qui trovano spazio anche una grande piscina, dotata di prendisole a poppa, un’area pranzo centrale ed un’altra zona prendisole a prua. Continuità di linee ma separazione negli ambienti, per vivere al meglio ogni situazione.

Il design degli esterni è firmato da Francesco Paszkowski Design, una certezza per il risultato finale. L’Interior Design Baglietto ha invece disegnato gli arredi dal gusto moderno e raffinato, caldo ed accogliente, utilizzando colori giocati su essenze chiare del noce nazionale. Richiami in color oro e ottoni bronzati riscaldano gli ambienti, rischiarati anche dal parquet in noce canaletto che caratterizza le zone giorno.

I colori neutri delle pareti e i tessuti soft touch realizzati con essenze naturali contribuiscono a creare una sensazione di sobria eleganza, in linea con la personalità di Baglietto. Personalità che deriva da una storia di 165 anni.

Venne fondato da Pietro detto “Muntagnin” Baglietto nel 1854, per costruire i tipici gozzi da pesca del Levante ligure. Ma si dedica presto alle barche da diporto compresi alcune vele che partecipano a regate importanti: per esempio, dai suoi scali esce La Spina, il primo 12 metri Stazza Internazionale costruito in Italia.

Poi arriva l’epoca d’oro per gli yacht a motore realizzati in legno e Baglietto diventa un riferimento assoluto per stile e qualità. Dal cantiere non escono solo imbarcazioni per il diporto ma anche numerose navi militari di grande affidabilità.

Michele Gavino, CEO di Baglietto

Dal 2012, Baglietto è di proprietà della famiglia Gavio che lo ha completamente rilanciato verso il futuro, rispettandone la memoria storica e non snaturandolo come qualcuno aveva pensato.

A guidarlo è l’ingegnere Michele Gavino.

Ma torniamo a Silver Fox che nasce da una piattaforma che Baglietto utilizza per scafi da 46 a a 48 metri di lunghezza entro le 500 tonnellate. L’’uso di piattaforme comuni per layout e tipologia è un sistema flessibile – mutuato dall’industria automobilistica – e su questa il cantiere ligure ha già installato propulsioni diverse, una di MTU e una di Caterpillar. La costruzione di Silver Fox è iniziata in ‘speculazione’, termine che indica la mancanza di una commissione da parte di un armatore e di conseguenza il confine delle sue esigenze.

Con questo metodo, i cantieri offrono ai clienti la possibilità di accorciare i tempi di consegna, che passano dai tradizionali due- tre anni anche a pochi mesi. Ovvio che si punta ad armatori più rapidi nelle decisioni e con desideri ben chiari e che il sistema sia fattibile solo a cantieri – come Baglietto – in grado di finanziare la costruzione della nave in proprio. Silver Fox ha una carena dislocante – in acciaio con sovrastrutture di alluminio – che le consente una velocità di crociera di 12 nodi e una velocità massima di 16. È spinta da due motori Caterpillar da 2.250 Cv e può ospitare sino a dodici persone.

Uno dei plus di Silver Fox, oltre alle vaste superfici abitabili, è rappresentato dalla razionalizzazione dello spazio dedicato all’equipaggio, composto da otto persone più il comandante: sia nelle aree di lavoro, che in quelle dedicate alla preparazione dei cibi perché una logistica migliore si traduce in un servizio più completo all’armatore.

Grande l’attenzione alle tecnologie di comunicazione, tanto che l’armatore, che ha interessi in Europa e America, non ha dovuto adeguare gli impianti originali già progettati. Un’altra caratteristica che rende la nave perfetta come luogo di lavoro, è il layout degli interni: la zona living e la zona pranzo sono separate e si può utilizzare seconda in maniera riservata, visto che è schermata in modo totale.

Anche Silver Fox non è sfuggita alle regole ‘Bahamas Friendly’, che nascono dal piacere di navigare in zona caraibica: da qui la carena con una immersione ridotta nonostante le grandi dimensioni, e l’impegno dei progettisti a ottenere la massima autonomia nel carburante e nella cambusa. La cabina dell’armatore è sul ponte principale, occupa tutta la larghezza della nave.

Il ponte inferiore ospita la zona notte degli ospiti in due cabine vip e due cabine guest con letti singoli e terzo letto a scomparsa. A prua invece l’area dedicata all’equipaggio con quattro cabine doppie, tutte con bagno. Grandi volumi come detto sul ponte sole. Che vanno bene ai Caraibi e non stonano certo nel nostro Mediterraneo, anzi.